Seguimi su:

Il Venerdì Santo a Trapani

Il Venerdì Santo a Trapani

Il Venerdì Santo a Trapani

La Processione dei Misteri a Trapani è considerata la più lunga manifestazione religiosa italiana dopo la Sagra di sant’Efisio ma, soprattutto, è una tra le più antiche, con i suoi oltre quattro secoli di storia alle spalle. Nella prima metà del XV secolola Confraternita del Preziosissimo Sangue (oggi Confraternita di San Michele) avviò la costruzione dei primi gruppi statuari, coinvolgendo diversi artisti trapanesi. La data di costruzione dei gruppi non è certa e per cercare una data ufficiale d’inizio dobbiamo affidarci al più antico atto di concessione: è il 20 aprile 1612, quando si affidò ai poveri jurnateri il gruppo dell’Ascesa al Calvario. La rappresentazione scenografica dei Misteri è ambientata più nell’epoca medievale che ai tempi dell’occupazione romana della Palestina. Si possono notare soldati dalla divisa spagnoleggiante o elmi sostituiti da immaginari pennacchi, per non dir poi che spesso i volti di alcuni personaggi (come il giudeo della Spogliazione) altro non erano che raffigurazioni di uomini dell’epoca (nel caso specifico, sembra che il giudeo fosse tal Setticarini, l’aiutante del boia allora presente a Trapani). Dal 1950 si iniziò a coprire i cavalletti con un sontuoso mantello nero (a’ manta), sul quale è impresso il nome del ceto di appartenenza. Oggi i gruppi sono custoditi durante l’anno nella Chiesa delle Anime del Purgatorio.

Realizzazione
Le più antiche vare sono state intagliate dagli artigiani trapanesi con le raffigurazioni di putti, simboli del ceto di appartenenza o vedute di Trapani. La vara appoggia su cavalletti di legno e questi ultimi sostituirono le forcelle. Infatti nei primi anni della processione, quando i gruppi dovevano effettuare delle soste, appoggiavano proprio sulle forcelle che sostenevano l’intero peso. Tuttavia, questa soluzione presentava molte difficoltà ed erano frequenti rovinose cadute dell’intero gruppo. Si pensò pertanto di sostituirle con i cavalletti che, se hanno aumentato il peso dell’intero gruppo, hanno tuttavia permesso una maggiore sicurezza nel trasporto. Le antiche forcelle sono ancora oggi presenti nella Processione dei Misteri di Erice, dove le dimensioni e il peso dei gruppi sono di gran lunga inferiori a quelli del capoluogo.

La Processione dei Misteri a Trapani è considerata la più lunga manifestazione religiosa italiana dopo la Sagra di sant’Efisio ma, soprattutto, è una tra le più antiche, con i suoi oltre quattro secoli di storia alle spalle. Nella prima metà del XV secolola Confraternita del Preziosissimo Sangue (oggi Confraternita di San Michele) avviò la costruzione dei primi gruppi statuari, coinvolgendo diversi artisti trapanesi. La data di costruzione dei gruppi non è certa e per cercare una data ufficiale d’inizio dobbiamo affidarci al più antico atto di concessione: è il 20 aprile 1612, quando si affidò ai poveri jurnateri il gruppo dell’Ascesa al Calvario. La rappresentazione scenografica dei Misteri è ambientata più nell’epoca medievale che ai tempi dell’occupazione romana della Palestina. Si possono notare soldati dalla divisa spagnoleggiante o elmi sostituiti da immaginari pennacchi, per non dir poi che spesso i volti di alcuni personaggi (come il giudeo della Spogliazione) altro non erano che raffigurazioni di uomini dell’epoca (nel caso specifico, sembra che il giudeo fosse tal Setticarini, l’aiutante del boia allora presente a Trapani). Dal 1950 si iniziò a coprire i cavalletti con un sontuoso mantello nero (a’ manta), sul quale è impresso il nome del ceto di appartenenza. Oggi i gruppi sono custoditi durante l’anno nella Chiesa delle Anime del Purgatorio.

Realizzazione
Le più antiche vare sono state intagliate dagli artigiani trapanesi con le raffigurazioni di putti, simboli del ceto di appartenenza o vedute di Trapani. La vara appoggia su cavalletti di legno e questi ultimi sostituirono le forcelle. Infatti nei primi anni della processione, quando i gruppi dovevano effettuare delle soste, appoggiavano proprio sulle forcelle che sostenevano l’intero peso. Tuttavia, questa soluzione presentava molte difficoltà ed erano frequenti rovinose cadute dell’intero gruppo. Si pensò pertanto di sostituirle con i cavalletti che, se hanno aumentato il peso dell’intero gruppo, hanno tuttavia permesso una maggiore sicurezza nel trasporto. Le antiche forcelle sono ancora oggi presenti nella Processione dei Misteri di Erice, dove le dimensioni e il peso dei gruppi sono di gran lunga inferiori a quelli del capoluogo.

Decorazioni
Si tratta, prevalentemente, di opere realizzate in argento, anche se non mancano decorazioni in oro e in corallo. Furono commissionati sin dai primordi della processione, quando venne affidato alle Maestranze la cura dei gruppi per la rappresentazione del Venerdì santo. Ad eseguire i preziosi oggetti vennero chiamati i più noti maestri argentieri trapanesi: Michele Tamborello, Ottavio Martinez, Giuseppe Piazza o Giovanni Porrata, Vito o Vincenzo Parisi, Giacomo o Giovanni Caltagirone, Giacomo o Giuseppe Costadura, Baldassare Indelicato e tanti altri. Gli argenti ed i preziosi, nei restanti giorni dell’anno, vengono custoditi a cura del capo-console di ogni singolo gruppo e soltanto qualche giorno prima lucidati, seguendo un rituale dei componenti del ceto. È generalmente uno dei consoli a “vestire” il gruppo. La “vestizione” segna infatti uno dei momenti clou della preparazione dei gruppi e precede o si svolge quasi in contemporanea con un altro momento significativo, quello dell’addobbo floreale. Di notevole valore storico e artistico sono gli “abitini”. Si tratta di una riproduzione in argento del gruppo che i componenti la maestranza indossano legandola al collo con una cordicella; malgrado l’antica processione delle maestranze in abito nero sia stata sostituita da figuranti in costume, alcuni gruppi conservano ancora questa antica e suggestiva tradizione. In occasione della processione, oltre agli ornamenti veri e propri, su alcuni gruppi notiamo delle medaglie. Si tratta delle premiazioni (ora soppresse) che intorno agli anni ’60-’70 premiavano l’aspetto processionale e l’addobbo dei gruppi. Negli ultimi anni, alcune categorie hanno posto dei cuori d’argento sulle statue di Cristo.

Restauri
Molti dei gruppi, a causa dei danni patiti a seguito delle accidentali cadute dei portatori (specialmente nel periodo precedente all’istituzione dei cavalletti) o per i danni conseguenti ai bombardamenti alleati nella seconda guerra mondiale, hanno subito modifiche o diversi interventi di restauro e, in alcuni casi, una totale ricostruzione. Furono tanti trapanesi amanti della processione a far sì che essa potesse risorgere dai danni, non solo materiali, del conflitto mondiale. Negli ultimi tempi si è provveduto ad una pulitura delle superfici dei gruppi. Dopo tanti anni, nei quali la polvere, il fumo delle candele e le pennellate di vernice avevano scurito le colorite espressioni ed i drappeggi, si è così pervenuti ad una immagine nuova (ma in realtà originale) nella colorazione delle statue.


Si tratta, prevalentemente, di opere realizzate in argento, anche se non mancano decorazioni in oro e in corallo. Furono commissionati sin dai primordi della processione, quando venne affidato alle Maestranze la cura dei gruppi per la rappresentazione del Venerdì santo. Ad eseguire i preziosi oggetti vennero chiamati i più noti maestri argentieri trapanesi: Michele Tamborello, Ottavio Martinez, Giuseppe Piazza o Giovanni Porrata, Vito o Vincenzo Parisi, Giacomo o Giovanni Caltagirone, Giacomo o Giuseppe Costadura, Baldassare Indelicato e tanti altri. Gli argenti ed i preziosi, nei restanti giorni dell’anno, vengono custoditi a cura del capo-console di ogni singolo gruppo e soltanto qualche giorno prima lucidati, seguendo un rituale dei componenti del ceto. È generalmente uno dei consoli a “vestire” il gruppo. La “vestizione” segna infatti uno dei momenti clou della preparazione dei gruppi e precede o si svolge quasi in contemporanea con un altro momento significativo, quello dell’addobbo floreale. Di notevole valore storico e artistico sono gli “abitini”. Si tratta di una riproduzione in argento del gruppo che i componenti la maestranza indossano legandola al collo con una cordicella; malgrado l’antica processione delle maestranze in abito nero sia stata sostituita da figuranti in costume, alcuni gruppi conservano ancora questa antica e suggestiva tradizione. In occasione della processione, oltre agli ornamenti veri e propri, su alcuni gruppi notiamo delle medaglie. Si tratta delle premiazioni (ora soppresse) che intorno agli anni ’60-’70 premiavano l’aspetto processionale e l’addobbo dei gruppi. Negli ultimi anni, alcune categorie hanno posto dei cuori d’argento sulle statue di Cristo.

Restauri
Molti dei gruppi, a causa dei danni patiti a seguito delle accidentali cadute dei portatori (specialmente nel periodo precedente all’istituzione dei cavalletti) o per i danni conseguenti ai bombardamenti alleati nella seconda guerra mondiale, hanno subito modifiche o diversi interventi di restauro e, in alcuni casi, una totale ricostruzione. Furono tanti trapanesi amanti della processione a far sì che essa potesse risorgere dai danni, non solo materiali, del conflitto mondiale. Negli ultimi tempi si è provveduto ad una pulitura delle superfici dei gruppi. Dopo tanti anni, nei quali la polvere, il fumo delle candele e le pennellate di vernice avevano scurito le colorite espressioni ed i drappeggi, si è così pervenuti ad una immagine nuova (ma in realtà originale) nella colorazione delle statue.