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Storie di Elimi e Fenici "Segesta - Erice - Saline di Trapani"

Storie di Elimi e Fenici "Segesta - Erice - Saline di Trapani"

Storie di Elimi e Fenici
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COSA FARAI IN 8 ORE

Attraversando un territorio che è custode di testimonianze di civiltà elima, come lo stupendo tempio dorico e l'anfiteatro di impianto ellenistico, si scopre uno dei più preziosi siti archeologici della Sicilia: Segesta.
Da lì, percorrendo itinerari in aperta campagna, si giunge ad Erice con le sue alte torri merlate. È una delle massime espressioni urbanistiche di tipo medievale di tutti i luoghi siciliani. La discesa dalla vetta consente di spaziare fino all'orizzonte con la vista delle 5 isole dell'Arcipelago delle Egadi dove romani e cartaginesi si sono fatti la guerra per secoli e che nel 421 a.C. si affrontarono nel più grande e sanguinoso scontro diretto. Quella Battaglia cambiò il corso della Storia e pose le basi del dominio Romano sul Mediterraneo.

COSA TI ASPETTA
- Partenza ore 9.30 da Trapani direzione Segesta e visita del Tempio di Segesta e del suo splendido Teatro Greco.
- Spostamento ad Erice per pranzo (decisa al momento, in base alle esigenze degli ospiti).
- Nel primo pomeriggio visita del piccolo borgo medievale di Erice con visita della Chiesa Madre, delle strette strade lastricate in pietra ericina circondati da un panorama incredibilmente unico e degustazione dei dolci tipici Ericini con pasta di mandorle (creati dalle mani di Maria Grammatico grazie alle antiche ricette tramandate dalle Monache di Clausura alla signora).
- Nel pomeriggio trasferimento alle Saline di Trapani per una visita all’antico Museo del Sale di Nubia.
- Rientro a Trapani alle 18.30 circa.

INFORMAZIONI UTILI
- Escursione da 1 a 8 Pax (il gruppo può essere composto da più persone non conoscenti)
- È possibile chiedere la disponibilità dell'escursione in esclusiva
- Durata dell'escursione 8/9 ore circa
- Si consigliano scarpe con suola in gomma possibilmente da ginnastica
- Copri capo ed occhiali da sole

INFO SULLA LOCALITÀ

Segesta: Il tempio edificato dai greci, ancora integro nella sua più totale bellezza, si erge dal piano di campagna a dieci metri d'altezza. È un monumento calato perfettamente nel panorama e si inoltra nei folti vigneti della campagna trapanese. Lo stupore di chi lo osserva aumenta guardando la sommità del monte dove è stato edificato il magnifico anfiteatro con le scalinate rivolte a Nord. Gli spettatori, oggi come duemila anni fa, possono estendere il loro sguardo fino al golfo di Castellamare e ammirare cielo e mare che si confondono e fondono all'orizzonte.

Saline di Trapani: Le saline della valle trapanese si estendono per ettari ed ancora oggi vi si coltiva il sale con le stesse tecniche di lavorazione usate dai Fenici. Il panorama e l'ambiente non sono mai stati profanati. Mille ettari di natura, di storia, di lavoro. E di sale. Il bianco abbacinante è il contorno naturale di questa terra inondata costantemente dal sole. Sole e sale, un binomio che a Trapani dura da secoli. La prima traccia storica di questo esempio di simbiosi tra uomo e natura la troviamo negli scritti di Muhammad al-Idrisi, storico arabo dell'epoca normanna, all'alba del millennio scorso, ma la coltivazione del sale a Trapani ha radici più antiche. Le Saline di Trapani sono oggi una Riserva Naturale Orientata, la più vasta della Sicilia occidentale, e quest'area riveste un particolare interesse ornitologico in quanto costituisce una area di sosta sulla rotta delle migrazioni verso l'Africa. Un vero e proprio paradiso per il birdwatching: sono state censite 208 differenti specie di uccelli tra cui l'avocetta, eletta a simbolo della Riserva, e il fenicottero, che spesso offre spettacoli unici di nuvole rosa che danzano sugli specchi d'acqua, ma anche cicogne, aironi e cormorani. Solenni come monumenti emergono dalle acque i maestosi mulini a vento che sfruttano i venti per alleggerire le fatiche dell'uomo nei travasi e nella molitura del prezioso prodotto naturale. I mulini trapanesi sono passati alla storia perché protagonisti del Don Chisciotte della Mancha di Cervantes.

Erice: È una delle massime espressioni urbanistiche di tipo medievale di tutti i luoghi siciliani. Passeggiare tra le stradine acciottolate del borgo consente di scoprire sui muri segni, simboli e leggende di storie vissute secoli fa. Storie nate ben prima dell'arrivo dei punici e dei romani. Sulla vetta fu edificato il tempio dedicato all'amore, quando la sessualità non veniva considerata peccato: è il tempio di Venere Ericina, venerata anche nella Roma imperiale. I suoi riti erano officiati dalle vestali ed era frequentato da uomini provenienti, con i loro doni, da molti Paesi del Mediterraneo. Nelle piccole botteghe sopravvivono tradizioni antiche di creazione di tappeti rustici e maioliche dipinte a mano. La discesa dalla vetta consente di estendere lo sguardo fino alle Isole dell'Arcipelago delle Egadi dove romani e cartaginesi hanno combattuto per secoli.